Mi chiedo, seriamente me lo chiedo, come sia possibile che in Italia qualunque convention, da quella dei produttori di puntine da disegno a quella di un grande gruppo bancario richieda l’utilizzo della voce di Freddie Mercure nel suo "We are the champions". Mi sembra di vederlo rotolon rotoloni nella tomba… tutti questi uomini impinguinati in gessati improponibili che non aspettano altro che il ricco buffet sotto le note di We are the champions.
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Ma com’è freddo e inospitale, qui…
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… avere sempre nel portafoglio una pagina A4 spiegazzata che ti ricorda il prossimo aereo. Non che sia necessario fare grandi viaggi o spendere chissà che cifre, ma è bello prevedere piccoli spostamenti a distanza ravvicinata.
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Naturalmente pensavo al personale-personalissimo, al micromondo dei miei affetti, dei miei pensieri e di quanto sento mio, perché appena apro un quotidiano la mia letizia si scioglie come neve al sole…
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Toccata e fuga a Cagliari. Tanti pensieri, e non uno che riesca a mettere giù in modo compiuto.
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È tutto il giorno che ci provo.
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Oggi l’aria è così bianca e ferma, irreale, che tutta la natura tace.
Mi alzo presto per lavorare in giardino e sono stupita da tanta immobilità, da tanto silenzio. Non un uccellino, non un frusciare, anche i vicini sembrano spariti.
Dopo una mezz’ora il tempo condiziona al mio umore, mentre cala una strana nebbia che cancella tutto il mondo attorno.
Mi sento protagonista di un romanzo di fantascienza e immagino che il resto del mondo sia sparito.
Sul cucuzzolo del pianeta, sola, la mia casa e noi in un mondo deserto. Solo fichi d’india, mandorli, animali e piante e noi.
E per un lunghissimo momento questa prospettiva mi appare semplicemente, completamente… splendida.
